Cittadinanza
Quanto tempo serve per la cittadinanza italiana
In breve
Il termine di definizione della domanda di cittadinanza per residenza o per matrimonio è di 24 mesi dalla presentazione, prorogabile fino a un massimo di trentasei mesi. Al decreto di concessione segue il giuramento, che va prestato entro 6 mesi dalla notifica: la cittadinanza decorre dal giorno successivo.
Il termine di legge, e da quando decorre
La legge sulla cittadinanza fissa un termine di definizione delle domande presentate per residenza e per matrimonio pari a 24 mesi dalla data di presentazione, prorogabile fino a un massimo di trentasei mesi. Il termine attuale è il risultato di una modifica del 2020: le domande presentate prima seguivano una disciplina diversa, e questo spiega perché in rete si trovino indicazioni discordanti.
La data da cui si conta è quella di presentazione telematica della domanda, non quella in cui il fascicolo risulta completo. Vale la pena annotarla: è il riferimento di qualunque verifica successiva.
Le fasi, in ordine
Il procedimento non è un'attesa indistinta: ha passaggi identificabili, e sapere a quale punto si è ferma una pratica cambia il modo di intervenire.
- Presentazione telematica della domanda sul portale del Ministero dell'Interno, con gli allegati richiesti.
- Verifica di completezza e, se necessario, richiesta di integrazione documentale.
- Acquisizione dei pareri e degli accertamenti presso le autorità competenti.
- Istruttoria conclusiva e proposta di accoglimento o di diniego.
- Adozione del decreto e notifica all'interessato.
- Giuramento di fedeltà alla Repubblica entro 6 mesi dalla notifica.
Cosa rallenta davvero
Nella maggior parte dei casi il ritardo non nasce negli uffici italiani ma nei documenti esteri. Atto di nascita e certificato penale del Paese di origine, con traduzione e legalizzazione o apostille, sono gli allegati che più spesso arrivano incompleti o formalmente irregolari: il fascicolo resta aperto in attesa di un documento che va richiesto all'estero e che ha tempi propri.
Il secondo fattore è la documentazione del requisito reddituale, quando gli importi sono vicini alle soglie o la composizione del nucleo è cambiata negli anni considerati. Il terzo è il requisito linguistico di livello B1, quando la certificazione prodotta non è rilasciata da un ente riconosciuto.
Il quarto, che nessuno si aspetta, è la continuità anagrafica: un'interruzione nei registri emersa in istruttoria blocca tutto, perché incide sul requisito di fondo e non su un allegato.
Vuoi sapere come si applica al tuo caso?
La prima valutazione scritta arriva entro 24 ore lavorative.
Quando il termine è scaduto
Superati i 24 mesi — o il termine prorogato — l'inerzia diventa contestabile. La sequenza utile è ordinata: istanza di conclusione del procedimento all'ufficio competente, accesso agli atti per vedere lo stato reale dell'istruttoria, istanza al titolare del potere sostitutivo, che deve concludere entro un termine pari alla metà di quello originario.
Se il silenzio continua, resta l'azione giudiziaria contro il silenzio dell'amministrazione, proponibile entro 1 anno dalla scadenza del termine. È attività dell'avvocato: noi ricostruiamo date e documenti e indirizziamo a un legale quando è il momento.
Il giuramento: l'ultimo passaggio, e un termine da non perdere
Il decreto di concessione non produce effetto da solo. Occorre prestare il giuramento di fedeltà alla Repubblica davanti all'ufficiale di stato civile del Comune di residenza entro 6 mesi dalla notifica dalla notifica del decreto. La cittadinanza si acquista il giorno successivo a quello del giuramento.
È il termine che viene perso con più facilità, perché arriva dopo anni di attesa e in un momento in cui l'attenzione cala. Dopo il giuramento restano gli adempimenti che danno effetto pratico al nuovo status: trascrizioni di stato civile, aggiornamento anagrafico, documenti di identità, e la posizione dei figli minori, che va verificata subito.
Una stima realistica
La domanda che ci viene rivolta più spesso è quanto tempo passerà davvero. La risposta onesta è che il termine di legge è 24 mesi, che la proroga arriva fino a trentasei mesi e che la durata effettiva dipende dalla completezza iniziale del fascicolo e dal carico dell'ufficio competente.
Quello su cui si può incidere è il primo fattore, e non è poco: una domanda presentata con atti esteri già legalizzati, requisito linguistico documentato correttamente e continuità anagrafica verificata non genera richieste di integrazione. Ogni integrazione è un ciclo di settimane che si aggiunge.
Chi promette tempi certi o accelerazioni non sta descrivendo questo procedimento. Non esistono corsie preferenziali: esistono fascicoli che non danno all'ufficio motivi per fermarsi.
I dati citati in questa guida
Ogni valore riportato nel testo proviene dall'Osservatorio parametri, con riferimento normativo e data di verifica. Quando un parametro cambia, questa guida si aggiorna insieme a lui.
| Parametro | Valore | Riferimento | Verificato |
|---|---|---|---|
| Termine del procedimento di cittadinanza | 24 mesi | Art. 9-ter Legge 91/1992, come modificato dal D.L. 130/2020 | |
| Termine per il giuramento dopo il decreto di cittadinanza | 6 mesi dalla notifica | Art. 10 Legge 5 febbraio 1992, n. 91 | |
| Livello di italiano per la cittadinanza | B1 | Art. 9.1 Legge 91/1992, introdotto dal D.L. 113/2018 | |
| Termine per agire contro il silenzio dell'amministrazione | 1 anno | Art. 31, c. 2 D.Lgs. 104/2010 |