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Italy Immigration Hub

Domande frequenti

136 risposte alle domande che riceviamo

Le risposte riportano importi, soglie e termini aggiornati, presi dall'Osservatorio parametri: quando un dato cambia, cambia anche qui. Dove la risposta dipende dalla situazione specifica, lo diciamo.

Permessi di soggiorno

37 domande · 10 procedure

Permesso di soggiorno

Quanto costa il permesso di soggiorno?
Le voci dovute per legge sono quattro: la marca da bollo di € 16,00, il kit postale di € 30,00, il costo di produzione del documento elettronico di € 30,46 e il contributo, che è di € 40,00 per i titoli da 3 mesi a 1 anno, € 50,00 per quelli da 1 a 2 anni e € 100,00 per il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. Per un titolo di un anno il totale è quindi di circa € 116,46. I minori di 18 anni sono esenti dal contributo e pagano solo il costo di produzione del documento.
Posso lavorare mentre aspetto il permesso di soggiorno?
La ricevuta rilasciata dall'ufficio postale attesta la regolarità del soggiorno nelle more della definizione della domanda e, per i titoli che consentono attività lavorativa, permette di lavorare. La ricevuta va conservata insieme al passaporto e al permesso scaduto. Il datore di lavoro può verificare la posizione del lavoratore sulla base di questa documentazione.
Quanto tempo serve per ottenere il permesso di soggiorno?
Il termine di legge è di 90 giorni dalla domanda completa, portato a questa misura dal D.Lgs. 83/2026; per il permesso unico di soggiorno e lavoro il termine è di 30 giorni. I tempi reali dipendono dalla Questura competente e dalla disponibilità di appuntamenti, e possono discostarsi in modo significativo dal termine normativo. Nessun operatore privato può accelerare l'istruttoria.
Cosa succede se la domanda viene respinta?
Il provvedimento di rigetto deve essere motivato e indica i termini per impugnarlo. In alcuni casi è possibile sanare la carenza e ripresentare la domanda; in altri l'unica via è il ricorso al Tribunale amministrativo regionale o al giudice ordinario, a seconda del titolo. Il ricorso è attività riservata agli avvocati: valutiamo il caso e, quando serve, indirizziamo a un avvocato abilitato.
Quali permessi consentono di cambiare lavoro?
Il permesso per lavoro subordinato consente di cambiare datore di lavoro restando nella stessa categoria. Dal 2026 il D.Lgs. 83/2026 ha reso esplicita questa possibilità per il titolare di permesso unico, con comunicazione alle autorità competenti. I permessi per studio, per motivi familiari o per altre ragioni seguono regole diverse e in alcuni casi richiedono la conversione del titolo.
Devo presentarmi personalmente in Questura?
Sì. Il rilevamento delle impronte digitali e il controllo degli originali richiedono la presenza personale del richiedente: nessuno può sostituirsi a lui in questo passaggio. Possiamo invece curare la preparazione della pratica, la compilazione, l'invio del kit e l'assistenza nella preparazione all'appuntamento.

Rinnovo permesso di soggiorno

Quando si rinnova il permesso di soggiorno?
La domanda va presentata almeno 90 giorni prima della data di scadenza indicata sul titolo. Il termine è stato modificato dal D.Lgs. 16 aprile 2026, n. 83, applicabile dal 22 maggio 2026, che ha sostituito il precedente termine di 60 giorni. Chi si basa su guide non aggiornate rischia di presentare la domanda in ritardo.
Cosa succede se il permesso di soggiorno è già scaduto?
La domanda tardiva non è automaticamente irricevibile, ma la posizione va esaminata con attenzione perché il ritardo può incidere sull'esito e, se prolungato, sulla regolarità del soggiorno. Conta la durata del ritardo, la ragione e la permanenza dei requisiti. È una situazione da valutare subito: più passa il tempo, meno opzioni restano.
Posso lavorare con la ricevuta del rinnovo?
Sì, se il permesso in rinnovo consente attività lavorativa. La ricevuta dello Sportello Amico attesta la regolarità del soggiorno nelle more della definizione della domanda. Il datore di lavoro può legittimamente mantenere il rapporto sulla base della ricevuta, del permesso scaduto e del passaporto.
Quanto costa rinnovare il permesso di soggiorno?
Per un titolo fino a un anno: € 16,00 di marca da bollo, € 30,00 di kit postale, € 30,46 per la produzione del documento e € 40,00 di contributo, per un totale di circa € 116,46. Per un titolo da uno a due anni il contributo è di € 50,00 e il totale di circa € 126,46.
Posso rinnovare se ho perso il lavoro?
Il permesso per lavoro subordinato non si rinnova in assenza del motivo che lo giustifica, ma la perdita del lavoro non comporta necessariamente la perdita della regolarità. Esiste il permesso per attesa occupazione, che consente di restare in Italia e cercare un nuovo impiego, e in alcune situazioni è possibile la conversione verso un'altra categoria. Va valutato prima della scadenza, non dopo.
Il rinnovo ha la stessa durata del permesso precedente?
Non necessariamente. La durata del nuovo titolo dipende dal motivo del soggiorno e dalla documentazione presentata: un contratto a tempo indeterminato consente in genere una durata maggiore rispetto a un contratto a termine. Dopo cinque anni di soggiorno regolare può essere più conveniente chiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, che ha validità di 10 anni.

Conversione permesso

Si può convertire il permesso per studio in permesso per lavoro?
Sì, è una delle conversioni più richieste. Servono il titolo di studio conseguito in Italia, un contratto di lavoro subordinato conforme al CCNL e, nella maggior parte dei casi, la disponibilità di quota annuale. La domanda si presenta allo Sportello Unico per l'Immigrazione competente per la sede di lavoro.
Le conversioni hanno un numero limitato?
Sì. Diverse tipologie di conversione sono contingentate dalle quote stabilite annualmente dal decreto sui flussi di ingresso. Quando la quota della categoria si esaurisce non è possibile presentare nuove domande fino alla successiva assegnazione. Per questo la verifica della disponibilità è il primo passaggio, non l'ultimo.
Posso convertire il permesso stagionale in permesso per lavoro subordinato?
È possibile in presenza dei requisiti e nei limiti delle quote disponibili. Serve un contratto di lavoro non stagionale e la regolarità della posizione pregressa, compreso il rispetto degli obblighi legati al permesso stagionale precedente. Va verificato caso per caso.
Quanto tempo serve per convertire un permesso di soggiorno?
La conversione si articola in due fasi: la domanda allo Sportello Unico con il rilascio del nulla osta e la successiva richiesta del nuovo permesso, per la quale il termine di legge è di 90 giorni. I tempi complessivi variano in misura sensibile da provincia a provincia.

Permesso UE lungo periodo

Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo è la vecchia carta di soggiorno?
Sì. La denominazione carta di soggiorno è rimasta nell'uso comune, ma il titolo attuale si chiama permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Attribuisce uno status a tempo indeterminato, con un documento di validità pari a 10 anni, ridotta a cinque anni per i minori.
Quale reddito serve per il permesso di lungo periodo?
Il reddito annuo non deve essere inferiore all'importo dell'assegno sociale, pari a € 7.101,12. Se nella domanda si includono familiari, la soglia aumenta del 50% per ciascuno di essi. Il reddito può derivare da lavoro dipendente, autonomo o da altre fonti lecite documentabili.
Il test di italiano A2 è obbligatorio e quanto costa?
Il livello A2 è obbligatorio, ma il test presso la Prefettura è gratuito. Si può dimostrare il requisito anche con una certificazione rilasciata da un ente riconosciuto, con un titolo di studio conseguito in Italia o con i crediti dell'accordo di integrazione. Sono esonerati i minori di 14 anni, i titolari di protezione internazionale e chi ha patologie o disabilità certificate dall'ASL.
Si può perdere il permesso di lungo periodo?
Lo status si perde con un'assenza di 12 mesi fuori dall'UE o 6 anni fuori dall'Italia, oltre che nei casi di revoca previsti dalla legge. Non si perde per il semplice decorrere della validità del documento: alla scadenza si chiede l'aggiornamento della tessera, non un nuovo riconoscimento del diritto.
Conviene chiederlo se sto già preparando la cittadinanza?
In molti casi sì. I titolari di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo sono esonerati dal requisito di conoscenza della lingua italiana al livello B1 richiesto per la cittadinanza. Poiché il procedimento di cittadinanza ha un termine di 24 mesi, avere nel frattempo un titolo di soggiorno stabile elimina la necessità di rinnovi durante l'attesa.

Permesso per lavoro subordinato

Si può cambiare datore di lavoro con il permesso per lavoro subordinato?
Sì. Il D.Lgs. 83/2026 ha reso esplicito che il titolare del permesso unico può cambiare datore di lavoro durante la validità del titolo, con comunicazione alle autorità competenti. Resta necessario che il nuovo rapporto rientri nella stessa categoria di soggiorno.
Che cos'è il contratto di soggiorno?
È l'atto, distinto dal contratto di lavoro, con cui il datore garantisce al lavoratore straniero una sistemazione alloggiativa e si impegna a sostenere le spese per il rientro nel Paese di origine. Si sottoscrive presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione ed è presupposto per il rilascio del permesso.
Quanto dura il permesso per lavoro subordinato?
La durata segue quella del rapporto di lavoro, entro i limiti massimi di legge: in genere fino a un anno per i contratti a termine e fino a due anni per quelli a tempo indeterminato. Il contributo dovuto è di € 40,00 nel primo caso e di € 50,00 nel secondo.

Permesso per studio

Si può lavorare con il permesso di soggiorno per studio?
Sì, entro i limiti di ore settimanali e annuali previsti dalla normativa per il lavoro degli studenti stranieri. Il rapporto va regolarizzato come qualunque altro e le ore vanno monitorate: il superamento del limite può incidere sul rinnovo del titolo.
Alla fine degli studi posso restare in Italia a lavorare?
È possibile convertire il permesso per studio in permesso per lavoro subordinato o autonomo, in presenza dei requisiti e nei limiti delle quote annuali disponibili. Poiché le quote si esauriscono, la pratica va preparata prima della conclusione del percorso di studi.
Il permesso per studio vale per tutta la durata del corso?
No: viene rilasciato di norma per un anno e rinnovato annualmente in base al profitto negli studi. Ogni rinnovo va chiesto almeno 90 giorni prima della scadenza e comporta il pagamento del contributo di € 40,00 oltre alle altre voci.

Attesa occupazione

Quanto dura il permesso per attesa occupazione?
La durata è fissata dalla normativa e può essere prolungata in presenza di indennità di disoccupazione, per il periodo di percezione. Non è un titolo a tempo indeterminato: va utilizzato per trovare un nuovo impiego e convertire il permesso.
Posso lavorare con il permesso per attesa occupazione?
Il titolo è finalizzato alla ricerca di occupazione e consente di instaurare un nuovo rapporto di lavoro. Trovato il contratto, si procede con la conversione in permesso per lavoro subordinato.
Ho perso il lavoro e il permesso scade tra poco: cosa faccio?
Va affrontata subito la doppia scadenza. Ci si iscrive immediatamente al centro per l'impiego, si rende la dichiarazione di immediata disponibilità e si presenta la domanda per attesa occupazione prima della scadenza del titolo in corso, rispettando l'anticipo di 90 giorni dove applicabile. Rinviare riduce le alternative disponibili.

Permesso per motivi familiari

Con il permesso per motivi familiari si può lavorare?
Sì. Il permesso per motivi familiari consente di svolgere attività di lavoro subordinato e autonomo senza necessità di conversione del titolo. È una delle differenze principali rispetto al permesso per studio.
Qual è la differenza tra ricongiungimento familiare e coesione familiare?
Il ricongiungimento riguarda il familiare che si trova all'estero e deve entrare in Italia: richiede il nulla osta dello Sportello Unico. La coesione familiare riguarda il familiare già regolarmente presente in Italia con altro titolo, che chiede il permesso per motivi familiari senza uscire dal Paese.
Il permesso per motivi familiari porta alla cittadinanza?
È un titolo che consente di maturare la residenza utile. Per il coniuge di cittadino italiano la via più rapida è la cittadinanza per matrimonio, che richiede 2 anni di matrimonio con residenza in Italia, ridotti alla metà in presenza di figli. Negli altri casi si applica il percorso per residenza.

Duplicato e aggiornamento

Quanto costa il duplicato del permesso di soggiorno?
È dovuto il costo di produzione del documento elettronico, pari a € 30,46, oltre alle eventuali spese di kit postale e marca da bollo secondo le indicazioni della Questura competente. Non è dovuto il contributo previsto per il rilascio.
Il permesso mi è stato rubato: posso restare in Italia?
Sì. La denuncia di furto, insieme alla ricevuta della domanda di duplicato e al passaporto, documenta la regolarità della posizione. Conviene conservare sempre una copia digitale del permesso per facilitare le procedure.

Permesso per lavoro autonomo

Un cittadino non UE può aprire una partita IVA in Italia?
Sì, se è titolare di un permesso di soggiorno che consente il lavoro autonomo. Chi è già in Italia con un permesso compatibile può avviare l'attività; chi arriva dall'estero deve ottenere il nulla osta e il visto per lavoro autonomo, nei limiti della quota annuale, pari a 650 ingressi per il 2027.
Quante quote sono previste per il lavoro autonomo?
Il Decreto Flussi destina al lavoro autonomo 650 ingressi per l'anno 2027, su un totale di 165.850 ingressi. È una quota molto contenuta: la domanda va preparata con anticipo e presentata appena la finestra si apre.

Cittadinanza italiana

14 domande · 4 procedure

Cittadinanza italiana

Quanti anni di residenza servono per la cittadinanza italiana?
10 anni di residenza legale e continuativa per i cittadini non UE, 4 anni per i cittadini dell'Unione europea e 5 anni per apolidi e rifugiati. Per il coniuge di cittadino italiano la via del matrimonio richiede 2 anni con residenza in Italia, ridotti alla metà in presenza di figli.
Quanto costa la domanda di cittadinanza italiana?
Il contributo è di € 250,00, al quale si aggiunge la marca da bollo di € 16,00. Il contributo non viene rimborsato in caso di rigetto o rinuncia. Dal 1° gennaio 2026 le dichiarazioni relative ai minori sono gratuite. Vanno poi considerati i costi di traduzione e legalizzazione degli atti esteri.
Quanto tempo serve per ottenere la cittadinanza italiana?
Il termine di legge è di 24 mesi, prorogabile fino a 36 mesi, per le domande presentate dal 21 dicembre 2020. È il termine entro cui l'amministrazione deve provvedere: non significa che il provvedimento arrivi automaticamente alla scadenza. A questo periodo va aggiunto il tempo necessario a reperire e legalizzare gli atti esteri prima della domanda.
Che livello di italiano serve per la cittadinanza?
Il livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento. La certificazione deve provenire da un ente riconosciuto, come CELI, CILS, PLIDA o AIL, oppure si può dimostrare il requisito con un titolo di studio conseguito in Italia. I titolari di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo sono esonerati: è una delle ragioni per cui conviene ottenere prima quel titolo.
Cosa è cambiato nel 2025 per la cittadinanza per discendenza?
La legge 23 maggio 2025, n. 74 ha limitato l'accesso per i nati all'estero a chi ha un genitore o nonno cittadino italiano. Per il genitore è inoltre richiesta la residenza in Italia per almeno due anni consecutivi dopo l'acquisto della cittadinanza e prima della nascita del richiedente. Alcune disposizioni sono state impugnate davanti alla Corte costituzionale: la disciplina può ancora cambiare e ogni posizione va valutata sulla situazione normativa del momento.
Qual è il reddito minimo richiesto?
€ 8.263,31 annui per il richiedente senza familiari a carico e € 11.362,05 in presenza di coniuge a carico, con una maggiorazione di € 516,00 per ogni ulteriore familiare. Si considerano i tre anni precedenti la presentazione della domanda.

Cittadinanza per residenza

Gli anni si contano dalla presenza in Italia o dall'iscrizione anagrafica?
Dall'iscrizione anagrafica. La residenza rilevante è quella legale, risultante dai registri del Comune. Periodi di presenza non accompagnati da iscrizione anagrafica, o interrotti da cancellazioni per irreperibilità, non concorrono al computo dei 10 anni richiesti.
Il permesso UE di lungo periodo esonera dal test di italiano?
Sì. I titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo sono esonerati dal requisito di conoscenza della lingua italiana al livello B1. Poiché quel titolo richiede il livello A2, ottenerlo prima della domanda di cittadinanza semplifica il percorso.

Cittadinanza per matrimonio

Dopo quanti anni di matrimonio si può chiedere la cittadinanza?
2 anni se i coniugi risiedono in Italia, 3 anni se risiedono all'estero. In presenza di figli nati o adottati dai coniugi i termini si riducono alla metà: un anno con residenza in Italia e diciotto mesi con residenza all'estero.
Serve il test di italiano per la cittadinanza per matrimonio?
Sì. Il requisito del livello B1 si applica anche a questo percorso. Restano esonerati i titolari di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo.
Cosa succede se ci separiamo durante l'istruttoria?
Il vincolo matrimoniale deve sussistere fino all'adozione del provvedimento. La separazione, lo scioglimento o l'annullamento intervenuti nel corso del procedimento incidono sull'esito della domanda. È un aspetto da valutare con attenzione quando la situazione familiare è in evoluzione.

Cittadinanza per discendenza

Posso ancora ottenere la cittadinanza italiana tramite il bisnonno?
Dopo la legge 23 maggio 2025, n. 74, per i nati all'estero l'accesso è limitato a chi ha un genitore o nonno cittadino italiano. Le posizioni fondate su ascendenti più remoti, ammesse sotto il regime precedente, non rientrano più nei requisiti generali. Alcune disposizioni della riforma sono state impugnate davanti alla Corte costituzionale: chi ha una posizione di questo tipo dovrebbe farla valutare sulla normativa vigente al momento.
Cosa succede alle pratiche avviate prima della riforma?
Il trattamento delle posizioni pendenti dipende dalla disciplina transitoria e dal momento in cui la domanda è stata presentata. È una valutazione che va fatta caso per caso, tenendo conto anche dei giudizi pendenti davanti alla Corte costituzionale.
Serve conoscere l'italiano per la cittadinanza per discendenza?
Il requisito linguistico B1 riguarda la cittadinanza per residenza e per matrimonio. La cittadinanza per discendenza opera su presupposti diversi: si tratta di un riconoscimento di uno status, non di una concessione. I requisiti applicabili vanno verificati sulla normativa vigente, modificata dalla riforma del 2025.

Famiglia e ricongiungimento

13 domande · 4 procedure

Ricongiungimento familiare

Quanto reddito serve per il ricongiungimento familiare nel 2026?
La soglia si calcola sull'assegno sociale annuo, che per il 2026 è di € 7.101,12, aumentato del 50% per ogni familiare da ricongiungere. Per un familiare servono quindi 10.651,68 €, per due 14.202,24 €, per tre 17.752,80 €, per quattro 21.303,36 € e per cinque 24.853,92 €. Se si ricongiungono due o più figli di età inferiore a 14 anni il requisito è il doppio dell'assegno sociale, pari a 14.202,24 €.
Chi posso ricongiungere?
Il coniuge non legalmente separato e di età non inferiore a diciotto anni, i figli minori di 18 anni, i figli maggiorenni totalmente invalidi e a carico, e i genitori a carico quando non hanno altri figli nel Paese di origine oppure hanno compiuto 65 anni e gli altri figli non possono provvedere al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute.
Quanto tempo serve per il nulla osta al ricongiungimento?
Il termine di legge per il rilascio è di 90 giorni dalla presentazione della domanda allo Sportello Unico per l'Immigrazione. I tempi complessivi della pratica sono però più lunghi, perché prima della domanda servono il certificato di idoneità alloggiativa e gli atti di stato civile esteri legalizzati.
Come funziona l'idoneità alloggiativa?
È un certificato rilasciato dal Comune di residenza o dall'ASL competente, che attesta la conformità igienico-sanitaria dell'alloggio e la sufficienza della superficie rispetto al numero di occupanti. Il riferimento nazionale è di 14 mq per i primi 4 occupanti, 10 mq per ciascuno successivo, ma i parametri effettivamente applicati sono quelli del regolamento igienico-edilizio del singolo Comune: variano da città a città e vanno verificati prima di firmare un contratto di locazione.
Il reddito di mia moglie o dei miei figli conviventi può essere sommato?
Sì. Nel calcolo si tiene conto del reddito complessivo dei familiari conviventi con il richiedente, non soltanto del reddito individuale di chi presenta la domanda. È un elemento che consente di raggiungere la soglia in molte situazioni in cui il singolo reddito non basterebbe.
I titolari di protezione internazionale hanno requisiti diversi?
Sì. I titolari di protezione internazionale, cioè di status di rifugiato o di protezione sussidiaria, non sono tenuti a dimostrare il requisito dell'alloggio ai fini del ricongiungimento familiare. Si tratta di un'agevolazione prevista specificamente per questa categoria.

Coesione familiare

Qual è la differenza tra coesione e ricongiungimento familiare?
Il ricongiungimento riguarda il familiare che si trova all'estero: richiede il nulla osta dello Sportello Unico, il visto di ingresso e l'arrivo in Italia. La coesione riguarda il familiare già regolarmente presente in Italia con altro titolo: si chiede direttamente il permesso per motivi familiari, senza nulla osta e senza uscire dal Paese. Quando i presupposti ci sono, la coesione è la via più breve.
Serve il reddito anche per la coesione familiare?
Sì. I requisiti di reddito e di idoneità alloggiativa sono quelli previsti per il ricongiungimento: soglia calcolata sull'assegno sociale annuo di € 7.101,12 con maggiorazione del 50% per ciascun familiare. Quello che cambia è la procedura, non i requisiti sostanziali.

Nulla osta ricongiungimento

Entro quanto tempo deve arrivare il nulla osta?
Il termine di legge è di 90 giorni dalla presentazione della domanda allo Sportello Unico per l'Immigrazione, ai sensi dell'art. 29 c. 8 del Testo Unico. È un termine per l'amministrazione: i tempi effettivi variano secondo la Prefettura.
Cosa succede dopo il rilascio del nulla osta?
Il nulla osta viene trasmesso alla rappresentanza diplomatica italiana competente e il familiare può presentare domanda di visto di ingresso per ricongiungimento. All'arrivo in Italia deve richiedere il permesso per motivi familiari entro 8 giorni lavorativi. Il nulla osta ha una validità temporale: va utilizzato entro quel termine.

Idoneità alloggiativa

Quanti metri quadri servono per l'idoneità alloggiativa?
Il riferimento nazionale, fissato dal D.M. Sanità 5 luglio 1975, è di 14 mq per i primi 4 occupanti, 10 mq per ciascuno successivo. I parametri effettivamente applicati sono però quelli del regolamento igienico-edilizio del Comune che rilascia il certificato, e possono differire. Va verificato sul sito del Comune competente prima di impegnarsi su un immobile.
Chi rilascia il certificato di idoneità alloggiativa?
Il Comune di residenza, di norma attraverso l'ufficio tecnico o l'ufficio igiene, oppure l'ASL o ATS competente secondo l'organizzazione locale. Non esiste un'autorità unica nazionale: l'ente competente e la procedura dipendono dal territorio.
Serve l'idoneità alloggiativa per il permesso di lungo periodo?
È richiesta quando nella domanda di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo si includono familiari. Per il solo richiedente, senza familiari, non è di norma necessaria. Resta invece requisito centrale per il ricongiungimento familiare.

Imprese e aziende internazionali

32 domande · 9 procedure

Assunzione lavoratori stranieri

Come si assume un lavoratore extracomunitario che vive all'estero?
La via ordinaria è il Decreto Flussi: il datore precompila la domanda di nulla osta sul Portale Servizi ALI nella finestra prevista e la invia nel giorno del click day della categoria di interesse. Ottenuto il nulla osta, il lavoratore richiede il visto, entra in Italia, sottoscrive il contratto di soggiorno e chiede il permesso. Per i profili altamente qualificati esiste la Carta Blu UE, che opera fuori quota e non dipende dal click day.
Quali sono le date del Decreto Flussi 2027?
La precompilazione va dal 23 ottobre 2026, ore 9:00 al 7 dicembre 2026, ore 20:00, con una riapertura tecnica dal 9 al 13 dicembre 2026 per completare e salvare le domande già avviate. I click day sono: 12 gennaio 2027, ore 9:00 per il lavoro stagionale agricolo, 9 febbraio 2027, ore 9:00 per lo stagionale turistico-alberghiero, 16 febbraio 2027, ore 9:00 per il lavoro subordinato non stagionale e 18 febbraio 2027, ore 9:00 per l'assistenza familiare. Il termine ultimo per le domande, in presenza di quote residue, è il 31 dicembre 2027.
Quante quote sono disponibili per il 2027?
Il totale è di 165.850 ingressi, così ripartiti: 76.200 ingressi per il lavoro subordinato non stagionale, di cui 14.000 ingressi riservati all'assistenza familiare e socio-sanitaria; 89.000 ingressi per il lavoro stagionale agricolo e turistico; 650 ingressi per il lavoro autonomo. La programmazione triennale 2026-2028 prevede complessivamente 497.550 ingressi.
Si può assumere un lavoratore straniero fuori dalle quote?
Sì, in alcuni casi. La Carta Blu UE per i lavoratori altamente qualificati opera fuori quota: richiede un titolo di istruzione superiore terziaria di almeno tre anni oppure, per dirigenti e specialisti ICT, 3 anni nei 7 anni precedenti, e una retribuzione non inferiore a € 36.278,51. Esistono inoltre canali specifici per trasferimenti infragruppo, ricercatori e altre categorie. Per molte PMI è la strada più efficace, perché non dipende dal click day.
Quali rischi corre l'azienda se la procedura non è corretta?
L'impiego di lavoratori privi di un titolo di soggiorno valido espone a sanzioni rilevanti, anche di natura penale, e a conseguenze sul rapporto di lavoro. Per questo la verifica della validità dei titoli e il monitoraggio delle scadenze non sono adempimenti formali: sono parte della gestione del rischio aziendale. È uno dei servizi che forniamo in forma continuativa.
Quanto tempo passa dal click day all'arrivo del lavoratore?
Di norma diversi mesi, perché il percorso somma l'istruttoria del nulla osta presso lo Sportello Unico, il rilascio del visto da parte del consolato e l'ingresso del lavoratore. I tempi non sono sotto il controllo del datore né del consulente: la pianificazione delle assunzioni va impostata di conseguenza, con un anno di anticipo rispetto al fabbisogno.

Decreto Flussi 2027

Quando è il click day del Decreto Flussi 2027?
Ci sono quattro click day distinti per categoria: 12 gennaio 2027, ore 9:00 per il lavoro stagionale agricolo, 9 febbraio 2027, ore 9:00 per il lavoro stagionale turistico-alberghiero, 16 febbraio 2027, ore 9:00 per il lavoro subordinato non stagionale e 18 febbraio 2027, ore 9:00 per l'assistenza familiare e socio-sanitaria. Tutti con apertura alle ore 9:00.
Quando apre la precompilazione del Decreto Flussi 2027?
Dal 23 ottobre 2026, ore 9:00 al 7 dicembre 2026, ore 20:00 sul Portale Servizi ALI del Ministero dell'Interno. È prevista una riapertura tecnica dal 9 al 13 dicembre 2026, riservata al completamento e al salvataggio delle domande già precompilate: non si possono creare nuove domande in quella finestra.
Quante sono le quote del Decreto Flussi 2027?
Il totale è di 165.850 ingressi: 76.200 ingressi per il lavoro subordinato non stagionale, di cui 14.000 ingressi riservati all'assistenza familiare e socio-sanitaria; 89.000 ingressi per il lavoro stagionale agricolo e turistico; 650 ingressi per il lavoro autonomo. La programmazione triennale 2026-2028 prevede in totale 497.550 ingressi.
Serve lo SPID per il Decreto Flussi?
Sì. L'accesso al Portale Servizi ALI richiede SPID o CIE e una casella PEC correttamente registrata. Sono requisiti tecnici da verificare prima dell'apertura della precompilazione: risolverli a finestra aperta fa perdere giorni preziosi.
Cosa succede se la mia domanda non rientra nella quota?
Le domande oltre la quota disponibile non vengono istruite per quella categoria. In presenza di quote residue è possibile presentare domanda fino al 31 dicembre 2027. Per i profili qualificati conviene valutare in alternativa la Carta Blu UE, che opera fuori quota e non dipende dal click day.
Posso presentare la domanda da solo senza un consulente?
Sì: la procedura è accessibile direttamente al datore di lavoro con SPID o CIE. L'assistenza serve dove si concentrano gli errori che compromettono la domanda: scelta del modello e della categoria, conformità della proposta contrattuale al CCNL, completezza della documentazione aziendale e gestione della fase successiva al nulla osta.

Carta Blu UE

Qual è la soglia retributiva per la Carta Blu UE?
La retribuzione annua lorda non può essere inferiore a € 36.278,51 e comunque non inferiore a quella prevista dal CCNL più rappresentativo del settore. La soglia è ancorata alla retribuzione media annua lorda rilevata dall'ISTAT e viene aggiornata periodicamente: il valore applicabile è quello in vigore alla data di presentazione della domanda allo Sportello Unico. Va verificato caso per caso prima di formalizzare l'offerta al lavoratore.
La Carta Blu UE è soggetta alle quote del Decreto Flussi?
No. La Carta Blu UE opera fuori dalle quote e non dipende dal click day: la domanda si presenta in qualunque momento dell'anno. È il motivo principale per cui, quando il profilo lo consente, è preferibile al canale ordinario.
Quali titoli di studio sono validi?
È richiesta istruzione superiore di livello terziario di almeno 3 anni: una laurea o una qualificazione post-secondaria di livello corrispondente. Per le professioni dei gruppi ISCO-08 133, dirigenti di servizi ICT, e 25, specialisti ICT, è ammessa in alternativa un'esperienza di 3 anni nei 7 anni precedenti. I titoli esteri richiedono riconoscimento o dichiarazione di valore.
Il titolare di Carta Blu UE può ottenere il permesso di lungo periodo?
Sì, con una regola specifica: sono richiesti 5 anni nell'UE, di cui almeno 2 con Carta Blu. È una condizione più favorevole rispetto al percorso ordinario, perché valorizza i periodi di soggiorno maturati in altri Stati membri dell'Unione europea.
Quanto dura il contratto minimo per la Carta Blu UE?
6 mesi. Il D.Lgs. 152/2023 ha ridotto la durata minima rispetto ai dodici mesi previsti dalla disciplina precedente. Diverse guide ancora reperibili online riportano il requisito superato.

Nulla osta al lavoro

Chi rilascia il nulla osta al lavoro?
Lo Sportello Unico per l'Immigrazione istituito presso la Prefettura competente per la provincia in cui si trova la sede di lavoro. Lo Sportello acquisisce i pareri della Direzione territoriale del lavoro e della Questura prima di provvedere.
Il datore deve informare il lavoratore sull'iter?
Sì, dal 2026. L'art. 22 c. 5-quinquies del Testo Unico, introdotto dal D.Lgs. 83/2026, prevede che il datore di lavoro informi tempestivamente il lavoratore straniero di ogni comunicazione ricevuta sull'andamento del nulla osta. È un obbligo nuovo, ancora poco conosciuto.

Distacco lavoratori

Un lavoratore non UE distaccato in Italia ha bisogno di un permesso di soggiorno?
Dipende dalla durata e dalle caratteristiche della prestazione, oltre che dalla posizione del lavoratore. Va verificato se il titolo di cui dispone consente la prestazione in Italia: in mancanza, occorre individuare il canale di ingresso adeguato, che per i profili qualificati può essere la Carta Blu UE o un canale specifico per i trasferimenti infragruppo.
Il distacco richiede una comunicazione preventiva?
Sì. La normativa sul distacco transnazionale prevede obblighi di comunicazione a carico dell'impresa distaccante, con modalità e termini specifici. L'omissione è sanzionata e può coinvolgere anche l'impresa utilizzatrice.

Trasferimento infragruppo

Il trasferimento infragruppo è soggetto alle quote?
Alcuni canali per il trasferimento di personale all'interno di gruppi societari operano al di fuori delle quote del Decreto Flussi. L'inquadramento dipende dalla qualifica del lavoratore e dalle caratteristiche dell'operazione: va valutato caso per caso, confrontando anche l'alternativa della Carta Blu UE.
Conviene il trasferimento infragruppo o la Carta Blu UE?
Dipende dal profilo. La Carta Blu UE richiede istruzione superiore di livello terziario di almeno 3 anni e una retribuzione non inferiore a € 36.278,51, ma offre condizioni favorevoli di mobilità e per il successivo accesso al permesso di lungo periodo. Il trasferimento infragruppo valorizza l'anzianità nel gruppo e può applicarsi a profili diversi. La scelta va fatta confrontando i due percorsi sulla posizione concreta.

Gestione scadenze aziendali

Perché un'azienda dovrebbe monitorare i permessi dei dipendenti?
Perché l'impiego di un lavoratore privo di un titolo di soggiorno valido espone l'impresa a sanzioni rilevanti, anche di natura penale, oltre a conseguenze sul rapporto di lavoro. Il monitoraggio e la documentazione delle verifiche effettuate sono parte della gestione del rischio aziendale, non un adempimento formale.
Cosa è cambiato nel 2026 per le scadenze?
Il D.Lgs. 83/2026 ha portato l'anticipo per la domanda di rinnovo da 60 a 90 giorni. Un'azienda che mantiene uno scadenzario basato sul vecchio termine avvia tutti i rinnovi in ritardo di trenta giorni. È una delle prime cose che correggiamo nella ricognizione iniziale.

Verifica regolarità

Si può assumere un lavoratore con la ricevuta del permesso di soggiorno?
Sì, se il titolo in rinnovo consente attività lavorativa. La ricevuta rilasciata dall'ufficio postale attesta la regolarità del soggiorno nelle more della definizione della domanda. Il datore deve conservarne copia insieme al permesso scaduto e al passaporto, e documentare la verifica effettuata.
Tutti i permessi di soggiorno consentono di lavorare?
No. Alcune categorie non consentono attività lavorativa, altre la limitano a un numero di ore o a determinati rapporti: è il caso, ad esempio, del permesso per studio. Per questo la verifica deve riguardare la categoria del titolo, non soltanto la sua validità temporale.

Trasferire un'azienda in Italia

Vi occupate anche della costituzione della società?
No, e non potremmo: costituzione societaria, fiscalità e adempimenti contabili sono attività riservate a notai, commercialisti e consulenti del lavoro. Noi curiamo la parte immigrazione — ingresso di titolari, management e personale — e coordiniamo i professionisti con cui collaboriamo perché le tempistiche delle due parti si allineino. È la distinzione che evita il problema più comune: una società pronta e nessuno che possa dirigerla.
Qual è il canale migliore per l'imprenditore che vuole dirigere la società?
Dipende dal profilo e dall'operazione. Il visto investitori, previsto dall'art. 26-bis del Testo Unico, ha durata 2 anni, rinnovabile per ulteriori 3 e si rivolge a chi effettua un investimento qualificato; può essere richiesto anche dal legale rappresentante di una persona giuridica straniera. Il lavoro autonomo è contingentato: per il 2027 la quota è di 650 ingressi. Per i dirigenti trasferiti da una sede estera del gruppo esistono canali specifici. Confrontiamo le opzioni sulla posizione concreta.
Quanto investimento serve per il visto investitori?
Le soglie variano per tipologia di investimento e sono state modificate più volte. La procedura è gestita dal Comitato Visto Investitori attraverso un portale dedicato. Non pubblichiamo un importo perché un dato superato su questa materia induce decisioni sbagliate: verifichiamo la soglia vigente sulla fonte ufficiale all'avvio di ogni pratica. Segnaliamo che il programma è sospeso per i cittadini di alcuni Paesi.
Possiamo far entrare il nostro personale senza passare dal Decreto Flussi?
Per i profili qualificati sì. La Carta Blu UE opera fuori quota e richiede istruzione superiore di livello terziario di almeno 3 anni oppure, per dirigenti e specialisti ICT, 3 anni nei 7 anni precedenti, con una retribuzione non inferiore a € 36.278,51. Esistono inoltre canali per i trasferimenti infragruppo. Per i profili non qualificati il canale resta il Decreto Flussi, con il suo calendario annuale.
Quanto tempo serve per essere operativi in Italia?
Da tre a sei mesi per un'operazione ben pianificata, con variazioni sensibili secondo il canale di ingresso. La parte societaria e quella di immigrazione procedono in parallelo e il fattore critico è la loro sincronizzazione: è il motivo per cui conviene impostarle insieme dall'inizio invece di affrontarle in sequenza.

Visti e trasferimento in Italia

19 domande · 6 procedure

Trasferirsi in Italia

Quale visto serve per trasferirsi in Italia?
Dipende dal motivo del trasferimento. I canali principali sono il visto per lavoro subordinato, soggetto alle quote del Decreto Flussi, il visto per lavoro autonomo, il visto per studio, il visto per ricongiungimento familiare e il visto per residenza elettiva, destinato a chi dispone di redditi propri e non intende lavorare in Italia. Per i profili altamente qualificati esiste la Carta Blu UE, che opera fuori quota.
Posso entrare come turista e poi chiedere il permesso di soggiorno?
No, non come regola. L'ingresso per turismo non consente di ottenere un permesso per lavoro o per residenza: il visto deve essere coerente con il motivo del soggiorno. Esistono eccezioni limitate per situazioni specifiche, ad esempio alcuni casi familiari, ma non costituiscono una via ordinaria. Pianificare il canale corretto prima di partire evita situazioni difficili da sanare.
Cosa devo fare appena arrivo in Italia?
Presentare domanda di permesso di soggiorno entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso. In parallelo si richiedono il codice fiscale, l'iscrizione anagrafica presso il Comune e la tessera sanitaria. Chi vi ospita deve presentare la dichiarazione di ospitalità entro 48 ore.
Dopo quanto tempo posso avere un permesso stabile?
Dopo 5 anni di soggiorno regolare si può chiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, che ha validità di 10 anni e attribuisce uno status a tempo indeterminato. La cittadinanza per residenza richiede 10 anni per i cittadini non UE e 4 anni per i cittadini dell'Unione europea.

Visto di ingresso

Qual è la differenza tra visto e permesso di soggiorno?
Il visto è l'autorizzazione a entrare in Italia, rilasciata dalla rappresentanza diplomatica italiana all'estero. Il permesso di soggiorno è il titolo che autorizza a soggiornare, rilasciato dalla Questura dopo l'ingresso. Il visto da solo non consente di restare: la domanda di permesso va presentata entro 8 giorni lavorativi dall'arrivo.
Dove si richiede il visto per l'Italia?
Presso l'ambasciata o il consolato italiano competente per il luogo di residenza del richiedente, non in Italia. Ogni rappresentanza ha proprie modalità di prenotazione e tempi di attesa, che vanno verificati sul suo sito.

Visto per lavoro

Come si ottiene un visto per lavoro in Italia?
La procedura inizia in Italia: il datore di lavoro chiede il nulla osta allo Sportello Unico per l'Immigrazione, attraverso il Decreto Flussi o un canale fuori quota. Solo dopo il rilascio del nulla osta il lavoratore può presentare domanda di visto al consolato italiano competente. Senza un datore di lavoro italiano che avvii la procedura non è possibile ottenere questo visto.
Esiste un visto per lavoro senza quote?
Sì, per i profili altamente qualificati. La Carta Blu UE opera fuori dalle quote del Decreto Flussi: richiede istruzione superiore di livello terziario di almeno 3 anni oppure, per dirigenti e specialisti ICT, 3 anni nei 7 anni precedenti, un contratto di almeno 6 mesi e una retribuzione non inferiore a € 36.278,51. Esistono inoltre canali specifici per ricercatori e trasferimenti infragruppo.

Residenza elettiva

Quale reddito serve per il visto per residenza elettiva?
La normativa non fissa un importo rigido: la valutazione è della rappresentanza diplomatica competente, che considera entità, stabilità e natura delle fonti. Le soglie applicate sono significativamente superiori a quelle previste per altre categorie di ingresso. Vanno documentati redditi propri continuativi di fonte estera, come pensioni, rendite o redditi da patrimonio, e la disponibilità di un alloggio in Italia.
Con la residenza elettiva si può lavorare in Italia?
No. Il titolo presuppone che il richiedente disponga di redditi propri autonomi e non intenda svolgere attività lavorativa in Italia. Chi vuole lavorare deve seguire un canale diverso: lavoro subordinato attraverso il Decreto Flussi, lavoro autonomo o Carta Blu UE per i profili qualificati.
La residenza elettiva porta al permesso di lungo periodo?
Il permesso per residenza elettiva è rinnovabile e consente di maturare il periodo di soggiorno regolare. Dopo 5 anni si può valutare la domanda di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, che richiede un reddito non inferiore a € 7.101,12 e il livello A2 di italiano.

Visto per studio

Come si richiede il visto per studio in Italia?
Il primo passaggio è la preiscrizione al corso sul portale Universitaly, nei termini stabiliti annualmente. Con la preiscrizione, la documentazione dei mezzi di sussistenza, dell'alloggio e della copertura sanitaria si presenta domanda di visto al consolato italiano competente. All'arrivo in Italia si completa l'immatricolazione e si chiede il permesso per studio entro 8 giorni lavorativi.
Dopo la laurea posso restare a lavorare in Italia?
È possibile convertire il permesso per studio in permesso per lavoro, in presenza di un contratto e nei limiti delle quote annuali disponibili. Poiché le quote si esauriscono, conviene preparare la conversione prima della conclusione del percorso di studi, non dopo.

Visto nomadi digitali

Quanto reddito serve per il visto nomadi digitali in Italia?
Il decreto attuativo richiede un reddito annuo superiore al triplo della soglia di esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, che corrisponde a circa € 28.000 annui. Le fonti disponibili riportano valori diversi a seconda dell'anno di riferimento e i consolati possono applicare criteri propri: l'importo va verificato presso la rappresentanza competente prima di presentare la domanda.
Posso ottenerlo se lavoro da remoto ma non ho una laurea?
Il requisito è istruzione terziaria di almeno 3 anni, o qualifica professionale con 5 anni di esperienza. Chi non ha un titolo di studio terziario può soddisfarlo documentando una qualifica professionale superiore attestata da almeno cinque anni di esperienza. È il punto su cui più spesso si decide la proponibilità della domanda, e va verificato prima di sostenere qualunque costo.
Posso lavorare per un'azienda italiana con questo visto?
No. Il titolo presuppone che l'attività sia svolta per un datore di lavoro o per clienti non residenti in Italia. Chi vuole lavorare per un'impresa italiana deve seguire un canale diverso: lavoro subordinato attraverso il Decreto Flussi oppure, per i profili qualificati, la Carta Blu UE, che richiede una retribuzione non inferiore a € 36.278,51.
Quanto dura e si può rinnovare?
La durata è fino a 365 giorni, rinnovabile. All'ingresso in Italia va richiesto il permesso di soggiorno entro 8 giorni lavorativi. Il titolo consente di maturare periodi di soggiorno regolare utili, dopo 5 anni, per il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo.
Devo pagare le tasse in Italia?
Chi stabilisce la residenza fiscale in Italia è soggetto a imposizione sul reddito mondiale, salvo quanto previsto dalle convenzioni contro le doppie imposizioni con il Paese di origine. È una valutazione da fare prima del trasferimento, non dopo: la affidiamo a un commercialista fra i professionisti con cui collaboriamo.
Posso portare con me la mia famiglia?
La posizione dei familiari va valutata caso per caso, in base al titolo rilasciato e ai requisiti di reddito e alloggio. Il percorso ordinario resta il ricongiungimento familiare, che richiede una soglia di reddito calcolata su € 7.101,12 più il 50% per ciascun familiare.

Consulenza e assistenza

12 domande · 3 procedure

Consulenza immigrazione

La prima consulenza è gratuita?
Sì. La prima valutazione scritta della posizione non ha costi: indichiamo quale procedura si applica, se è percorribile e quali documenti servono. Se decidi di procedere, il compenso per la gestione della pratica viene definito per iscritto prima dell'incarico.
Siete uno studio legale?
No. Italy Immigration Hub è un servizio di consulenza e assistenza amministrativa, non uno studio legale, e non svolge attività riservate alla professione forense. La consulenza legale su controversie, la redazione di atti giudiziari e la rappresentanza davanti all'autorità giudiziaria sono affidate ad avvocati abilitati con cui collaboriamo, su incarico diretto del cliente. È una distinzione che manteniamo in tutta la nostra comunicazione.
Potete garantire che la pratica vada a buon fine?
No, e nessun operatore privato può farlo. L'esito dipende dai requisiti del caso concreto, dalla disponibilità di quote dove previste e dalle decisioni delle autorità competenti. Quello che possiamo fare è dirti in anticipo se i requisiti sono integrati, presentare una pratica completa e corretta e seguirla fino alla definizione. Se una posizione non è percorribile, lo diciamo prima, non dopo.
Lavorate in tutta Italia?
Sì. La sede operativa è a Bologna, ma seguiamo pratiche in tutta Italia: la gran parte dei passaggi si svolge per via telematica o postale. Restano personali gli adempimenti che richiedono la presenza del richiedente, come i rilievi fotodattiloscopici in Questura o il giuramento di cittadinanza in Comune.
In quali lingue offrite assistenza?
Italiano, inglese, spagnolo, urdu e hindi. La comprensione della propria posizione è parte del servizio: un cliente che non capisce cosa sta firmando non è assistito correttamente.

Rigetto e ricorsi

Ho ricevuto un rigetto del permesso di soggiorno: cosa devo fare per prima cosa?
Far esaminare il provvedimento subito. Vanno individuate la motivazione, l'autorità competente e il termine per impugnare, che decorre dalla notifica ed è breve. Dalla motivazione dipende tutto il resto: alcune carenze sono sanabili con una nuova domanda, altre richiedono l'impugnazione. Il tempo è il fattore critico.
Che cos'è il preavviso di rigetto?
È la comunicazione con cui l'amministrazione anticipa i motivi che osterebbero all'accoglimento, consentendo di presentare osservazioni e documenti prima dell'adozione del provvedimento definitivo. È la fase più favorevole per intervenire, perché la pratica è ancora aperta. Va sfruttata nei termini indicati.
Potete presentare il ricorso per me?
No. Il ricorso giurisdizionale è attività riservata agli avvocati e noi non siamo uno studio legale. Quello che facciamo è esaminare il provvedimento, valutare se esistono vie amministrative percorribili, preparare il fascicolo documentale e indirizzare a un avvocato abilitato quando la via è l'impugnazione. L'incarico al legale viene conferito direttamente dal cliente.
Posso ripresentare la domanda invece di fare ricorso?
In diversi casi sì, quando la causa del rigetto è rimovibile: un documento mancante, una traduzione non conforme, una categoria di permesso scelta male. Va però verificato che i presupposti sussistano ancora e che non vi siano effetti preclusivi del provvedimento. È proprio questa la valutazione da fare per prima.

Codice fiscale e residenza

Come si ottiene il codice fiscale da cittadino straniero?
Si richiede all'Agenzia delle Entrate presentando passaporto e titolo di soggiorno o ricevuta della domanda. In alcuni casi il codice fiscale viene attribuito direttamente dallo Sportello Unico per l'Immigrazione o dalla Questura nell'ambito della pratica di soggiorno. È il primo adempimento da compiere, perché condiziona tutti gli altri.
Perché l'iscrizione anagrafica è così importante?
Perché è il parametro su cui si misurano i periodi di residenza rilevanti: i 5 anni per il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo e i 10 anni per la cittadinanza per residenza dei cittadini non UE. Conta la residenza legale risultante dai registri comunali, non la presenza di fatto: un'iscrizione tardiva o interrotta sposta in avanti entrambi i percorsi.
Posso avere la tessera sanitaria senza residenza?
L'iscrizione ordinaria al Servizio sanitario nazionale presuppone la residenza anagrafica. Esistono forme di assistenza e di iscrizione volontaria per situazioni particolari, che dipendono dalla categoria di permesso e dalla disciplina regionale. Va verificato in base alla posizione concreta.

Enti, università e istituzioni

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Supporto a enti, università e PA

Che tipo di supporto fornite a un Comune?
Tre attività principali: aggiornamento normativo con materiali utilizzabili allo sportello, formazione degli operatori su casistiche concrete e assistenza sulle posizioni che richiedono competenze specialistiche. La titolarità del rapporto con il cittadino resta in capo all'ente: il nostro è un supporto tecnico.
Potete sostituire lo sportello comunale?
No, e non è l'obiettivo. Lo sportello resta dell'ente e il rapporto con il cittadino è suo. Il nostro contributo è mettere gli operatori nelle condizioni di dare informazioni corrette e aggiornate, e intervenire a supporto quando una casistica richiede competenze che lo sportello non ha al proprio interno.
Italy Immigration Hub è un ente pubblico?
No. Siamo un operatore privato e indipendente. Non abbiamo rapporti di rappresentanza o affiliazione con il Ministero dell'Interno, le Questure, le Prefetture, i Comuni o altre amministrazioni dello Stato italiano. Quando collaboriamo con un ente pubblico lo facciamo come fornitore di servizi, su incarico formalizzato.

Formazione operatori

Quali argomenti copre la formazione?
I moduli riguardano permessi di soggiorno e rinnovi, con le modifiche del D.Lgs. 83/2026; permesso UE per soggiornanti di lungo periodo; cittadinanza, comprese le novità della legge 74/2025; ricongiungimento familiare e calcolo delle soglie di reddito; assunzione di lavoratori stranieri e Decreto Flussi. Il programma si costruisce selezionando i moduli rilevanti per i partecipanti.
La formazione è disponibile a distanza?
Sì, in presenza o a distanza secondo le esigenze del committente. Le esercitazioni su casi concreti funzionano in entrambe le modalità: sono la parte che rende il percorso utile allo sportello.

Università e ricerca

I ricercatori rientrano nelle quote del Decreto Flussi?
Alcuni canali per l'ingresso di ricercatori operano al di fuori delle quote, in ragione della natura dell'attività e della convenzione di accoglienza stipulata con l'ente ospitante. L'inquadramento dipende dalla posizione concreta e dalla tipologia di rapporto: va verificato caso per caso, confrontando anche l'alternativa della Carta Blu UE per i profili che soddisfano la soglia di € 36.278,51.
Qual è il passaggio più lungo per un ricercatore internazionale?
Il riconoscimento del titolo di studio estero, o l'acquisizione della dichiarazione di valore presso la rappresentanza diplomatica italiana. Può richiedere da uno a tre mesi secondo il Paese. Sulle posizioni finanziate da progetti con date di inizio vincolate va avviato prima di ogni altra cosa.
Lavorate con le università come fornitore o come consulente dell'ufficio?
Entrambe le modalità. Possiamo gestire direttamente le pratiche per conto dell'ente, oppure affiancare l'ufficio del personale con aggiornamento normativo, schede procedurali e assistenza sulle casistiche che l'ufficio incontra raramente. Per gli enti pubblici l'affidamento segue le procedure previste dalla normativa sui contratti pubblici.
Potete assistere anche gli studenti internazionali?
Sì, sia direttamente sia a supporto dell'ufficio relazioni internazionali. Le pratiche più frequenti sono il permesso per studio, il rinnovo annuale legato al profitto negli studi e la conversione in permesso per lavoro al termine del percorso, che è soggetta a quote annuali e va preparata prima della laurea.

Domande su di noi

Italy Immigration Hub è uno studio legale?

Italy Immigration Hub è un'attività professionale esercitata ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4. Offre consulenza informativa, preparazione e gestione operativa delle pratiche amministrative di immigrazione. Non è uno studio legale, né uno studio di commercialisti, né di consulenti del lavoro: quando una posizione richiede competenze riservate, indirizza a un avvocato immigrazione, a un consulente del lavoro, a un commercialista o a un traduttore giurato fra i professionisti con cui collabora.

Avete rapporti con il Ministero dell'Interno o con le Questure?

Italy Immigration Hub è un operatore privato e indipendente. Non è un ente pubblico e non ha rapporti di rappresentanza o affiliazione con il Ministero dell'Interno, le Questure, le Prefetture, i Comuni, le università o altre amministrazioni dello Stato italiano.

Potete garantire l'esito di una pratica?

L'esito e i tempi delle procedure dipendono dai requisiti del singolo caso, dalle quote disponibili e dalle decisioni delle autorità competenti. Nessun operatore può garantire l'approvazione di una pratica.

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  • Un solo referenteLa stessa persona segue il caso dalla valutazione iniziale al ritiro del titolo.
  • Preventivo scritto prima di iniziareCosti, documenti a tuo carico e passaggi definiti in anticipo.
  • Parametri sempre aggiornatiImporti, soglie e scadenze con riferimento normativo e data di verifica.

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