Procedure e documenti
Sanatoria per immigrati: come funziona e perché non si può aspettare
In breve
La sanatoria non è una procedura ordinaria: è una misura straordinaria che il legislatore adotta di tanto in tanto, con regole proprie ogni volta e senza alcun calendario prevedibile. In questo momento non c'è nessuna sanatoria aperta. Chi si trova in posizione irregolare ha un solo percorso utile: verificare se esiste già oggi una via ordinaria percorribile.
Che cos'è, e che cosa non è
Con «sanatoria» si indica un provvedimento con cui il legislatore consente, per un periodo limitato e a condizioni stabilite di volta in volta, di regolarizzare posizioni di soggiorno o rapporti di lavoro irregolari. Il nome tecnico varia — emersione, regolarizzazione — e cambia anche la sostanza.
Quello che non è: una procedura permanente a cui si accede quando si vuole. Non esiste un ufficio che «fa le sanatorie», non c'è un modulo sempre disponibile, e soprattutto non c'è un calendario. Ogni sanatoria è una legge a sé, approvata quando il Parlamento decide di approvarla.
Questa è la ragione per cui questa pagina è una guida e non una scheda di servizio: non possiamo offrire l'assistenza a una procedura che in questo momento non esiste. Quando ne verrà aperta una, questa pagina cambierà.
Quelle che ci sono state
Guardare al passato serve a capire due cose: che le condizioni cambiano ogni volta, e che gli intervalli sono lunghi e irregolari.
L'Italia ha adottato misure di regolarizzazione in più occasioni dagli anni Ottanta in poi. Alcune hanno riguardato il lavoro in generale, altre solo settori specifici. L'emersione del 2009, per esempio, riguardò il lavoro domestico e di assistenza alla persona. L'ultima, prevista dall'art. 103 del D.L. 34/2020, aveva due canali distinti: uno per il datore di lavoro che intendeva far emergere un rapporto nei settori agricolo, domestico e di cura, e uno per lo straniero con un permesso scaduto entro una certa data, al quale era rilasciato un permesso temporaneo per la ricerca di lavoro.
Il punto che conta è proprio questo: ogni volta sono cambiati i settori ammessi, la data di presenza richiesta, chi doveva presentare la domanda e che cosa si otteneva. Una sanatoria futura non somiglierà necessariamente a quella del 2020.
Perché aspettarla non è una strategia
La domanda che ci viene rivolta più spesso è «quando sarà la prossima». La risposta onesta è che non si sa, e che chiunque dica il contrario sta ipotizzando.
Nel frattempo il tempo lavora contro. Una posizione irregolare che si prolunga diventa più difficile da ricostruire: periodi anagrafici scoperti, rapporti di lavoro non dichiarati, documenti di identità scaduti e non rinnovati. Quando una sanatoria arriva, chi si presenta con una storia documentabile ha possibilità che chi ha lasciato passare anni senza lasciare tracce non ha.
C'è anche un rischio concreto da segnalare. Nei periodi in cui si parla di una possibile sanatoria compaiono offerte di «preparazione della pratica» a pagamento, su procedure che non sono state nemmeno annunciate. Non c'è nulla da preparare finché non esiste un testo di legge che dica chi può fare domanda e come. Un anticipo versato in quelle condizioni è denaro perso.
Vuoi sapere come si applica al tuo caso?
La prima valutazione scritta arriva entro 24 ore lavorative.
Che cosa ha senso fare adesso
L'unico percorso utile è verificare se una via ordinaria esiste già oggi. Nella nostra esperienza, una parte delle persone che si considerano «senza alternative» ne ha almeno una che non ha mai esaminato.
- Vincoli familiari: un coniuge o un familiare italiano o dell'Unione apre una disciplina più favorevole di quella ordinaria.
- Presenza di minori: l'art. 31 del Testo Unico consente al Tribunale per i minorenni di autorizzare la permanenza del familiare, espressamente in deroga alle altre disposizioni.
- Rapporti di lavoro: il Decreto Flussi ha finestre annuali, e un datore disposto ad assumere può avviare la procedura nei tempi previsti.
- Protezione internazionale o titoli per motivi di salute, dove ne ricorrano i presupposti.
- Ricostruzione della posizione documentale: documenti di identità, continuità di presenza, rapporti di lavoro. Serve comunque, qualunque sia la strada.
Se una sanatoria venisse aperta
Le finestre sono sempre state brevi e i sistemi informatici congestionati. Chi arriva impreparato perde la finestra, come accade ogni anno con il Decreto Flussi.
Ci sono però tre cose che si possono preparare adesso e che servirebbero in qualunque versione futura: un documento di identità valido, la prova documentata della presenza in Italia nel tempo, e la disponibilità di un datore di lavoro quando il canale è quello lavorativo. Nessuna delle tre si procura in due settimane.
Cosa facciamo noi
Esaminiamo la posizione e diciamo se una via ordinaria esiste oggi, senza aspettare una legge che non sappiamo se e quando arriverà. Se la strada passa da un ricorso o da un procedimento davanti al Tribunale per i minorenni, ti mettiamo in contatto con i legali con cui collaboriamo e prepariamo noi il fascicolo documentale.
E se la posizione non ha una via percorribile adesso, lo diciamo. Lasciare qualcuno in attesa di una sanatoria ipotetica è il modo peggiore di aiutarlo.